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Emilio Fede, la svolta sull'eredità: le figlie in tribunale
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Emilio Fede: svolta vicina sull’eredità, cosa c’è in ballo

primo piano di Emilio Fede

Ancora tensioni dopo la morte del noto giornalista Emilio Fede. La svolta per l’eredità sembra essere vicina. Cosa filtra.

La disputa sull’eredità di Emilio Fede continua ma, secondo quanto si apprende, la svolta potrebbe essere vicina. Le figlie, infatti, Simona e Sveva, sono prossime ad un appuntamento decisivo in tribunale dove si scioglieranno definitivamente le riserve sul lascito del compianto giornalista, venuto a mancare, ormai, da settembre 2025.

Emilio Fede in casa
Emilio Fede – newsmondo.it

Emilio Fede: svolta vicina per l’eredità

La disputa legale tra Simona e Sveva Fede per l’eredità del padre Emilio Fede prosegue e si prepara a un nuovo passaggio davanti al tribunale. Il giornalista, scomparso nel settembre 2025 all’età di 94 anni, ha lasciato un patrimonio di ingente valore, composto da ville, conti correnti, cassette di sicurezza e gioielli. La prossima udienza è stata fissata per il 7 dicembre davanti al tribunale di Roma, dove il giudice Filippo Steidl sarà chiamato a valutare la vicenda.

Uno dei punti centrali della controversia riguarda Villa Lucia, la storica residenza affacciata sul Golfo di Napoli. Simona Fede sostiene di non aver mai potuto usufruire dell’immobile, pur affermando che il testamento della madre le attribuiva un comodato d’uso sulla proprietà.

Secondo quanto riportato da la Repubblica, il giudice dovrà decidere se confermare la linea seguita dalla procura di Roma oppure se le accuse avanzate da Simona nei confronti della sorella richiedano ulteriori approfondimenti. In questa fase non è ancora previsto l’avvio di un processo.

Le richieste e la ricostruzione

La primogenita chiede infatti che Sveva Fede venga processata. Secondo la sua ricostruzione, la sorella avrebbe assunto progressivamente il controllo del patrimonio familiare. Tra le contestazioni figurano movimenti per 450mila euro dai conti correnti di Diana De Feo e la richiesta di chiarire la destinazione di gioielli, argenteria e opere d’arte dal valore stimato di circa 400mila euro.

Sveva Fede ha sempre respinto ogni addebito. Anche la procura di Roma, al termine delle indagini, aveva inizialmente disposto l’archiviazione del caso. In un’intervista rilasciata a la Repubblica, aveva inoltre dichiarato: “Non è più mia sorella”.

Al centro della vicenda resta il testamento redatto da Diana De Feo nel 2019. Simona sostiene che successive operazioni abbiano modificato l’assetto patrimoniale previsto dalla madre. Nella documentazione citata dal quotidiano sono inoltre richiamati accertamenti e sopralluoghi che descriverebbero le difficoltà di Emilio Fede, negli ultimi anni della sua vita, nel ricostruire con precisione la propria situazione economica, un elemento che Simona considera rilevante a sostegno delle proprie accuse.

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ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2026 12:54

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